lunedì 30 novembre 2015

Thanksgiving e fine Novembre

Buona serata lettori,
mi scuso, mi scuso tantissimo per la mia assenza, ma sono stata super impegnata e sto ancora cercando di montare il video per poi pubblicarlo... 

Questo sarà un breve post in cui vi parlerò brevemente del Thanksgiving, del Black Friday e della fine di Novembre.

Per chi non lo sapesse, la festa del Ringraziamento (Thanksgiving) è celebrata da quasi tutti gli americani ed è quasi alla pari del Natale. 
Tacchini da Walmart
Durante questa giornata (che coincide il quarto giovedì di ogni Novembre), si ricordano i Padri Pellegrini ed il loro primo raccolto oltreoceano, che non sarebbe stato possibile senza l'aiuto dei Nativi Americani. Per questo motivo le famiglie si riuniscono e ringraziano per l'abbondanza ricevuta o per qualunque altra cosa. 
In realtà, per quello che mi è sembrato, potrei dire che il Ringraziamento è stata una grande occasione per abbuffarsi come se non ci fosse stato un domani... 
Tra tacchino, salsa di cranberries, tre pies (torte con mele, zucca oppure noci pecan) e un'altra tonnellata composta da pietanze tradizionali (come lo "stuffing", che viene preparato mischiando cipolle, sedano, crostini di pane ed altre erbette aromatiche, le patate dolci con i marshmallow o il prosciutto con l'ananas), abbiamo finito definitivamente gli avanzi solo la domenica. Qui a lato vi lascio le foto dei vari cibi, compresa la stria che ho fatto io.
Il mio primo Thanksgiving è stato speciale perché avevo molti motivi per essere grata, ma d'altra parte, finito il pranzo siamo subito andati tutti da Walmart per il Black Friday, nonostante fosse ancora giovedì pomeriggio...
Il Black Friday (Venerdì nero) è una giornata di super sconti e gli Americani impazziscono letteralmente per aggiudicarsi ciò che vogliono nei supermercati... non sto esagerando quando dico che si ucciderebbero, visto che qualche anno fa dei commessi sono stati schiacciati dalla furia delle persone che tentavano di entrare... 
Ad oggi si cercano di scongiurare queste tragedie e per questo motivo, alcuni negozi decidono di iniziare gli sconti il pomeriggio del Ringraziamento, così da evitare persone accampate fuori e regolare l'affluenza. 
Come detto prima, io sono stata da Walmart e tutto era molto organizzato. C'erano tantissimi impiegati e la sicurezza. I saldi iniziavano alle 6 di pomeriggio e noi siamo arrivati verso le 4, perciò abbiamo fatto la nostra spesa e abbiamo aspettato in fila alla cassa (affinché arrivassero le 6 e potessimo pagare tutto con gli sconti). Ho filmato qualcosina, ma non si riesce a capire bene perché la vera e propria "follia per gli sconti" doveva ancora iniziare.
In ogni caso, i miei hparents mi hanno riportato a casa e poi sono andati a cercare altre cose in altri negozi ritenuti più "pericolosi", ma non nascondo che mi sarebbe piaciuto un sacco andare a vedere tutte queste persone in preda al consumismo più sfrenato :').
Anyway, finita la settimana del Ringraziamento si è ufficialmente aperto il periodo natalizio e abbiamo addobbato l'albero... Dobbiamo ancora mettere le luci fuori dalla casa, ma spero di aiutare il mio padre ospitante e farcela prima del 25 dato che tutto il quartiere è pieno di case illuminate. Non vedo l'ora che arrivi il Christmas Break per passare tanto tempo in famiglia e fare qualche giretto. Qui a lato vi lascio una foto delle "ugly christmas sweater" che qui vanno molto di moda e penso che me ne comprerò una, tanto per farmi due risate :)
Tra poco dovrebbe arrivare il primo pacco dall'Italia e non sto più nella pelle perché i miei genitori mi manderanno le statuette del presepe, l'aceto balsamico e anche le mie adorate Gocciole ( ok... ammetto che sono in astinenza da biscotti).

Vi prometto che tra poco arriverà anche il video e penso proprio di farne uno che racchiuda Ottobre e Novembre, in modo da montarne uno al mese da ora in poi, iniziando da Dicembre...

Per oggi è tutto!
Al prossimo post 

Anna

martedì 24 novembre 2015

New Video - September 2015

Ciao a tutti,
Questa settimana sono in vacanza perché giovedì sarà la festa del ringraziamento e nel frattempo ne approfitto per aggiornare e pubblicare i video che ho filmato in questi primi mesi... Oggi ho completato quello di Settembre e spero di caricare quello di Ottobre entro la fine del mese. 
Spero vi piacciano ;)


Aggiornamenti:

Non vedo l'ora di festeggiare il mio primo ed ultimo "ringraziamento" e spero di filmare qualcosa giusto per mostrarvi tutto il cibo che la mia hmum sta iniziando a preparare in questi giorni! Di sicuro ci sarà il tacchino, il prosciutto, la cramberry sauce e una apple pie :). Io non so ancora cosa cucinerò perché sono indecisa tra panzerotti, tigelle, piadine e gnocco... 
Venerdì è il "black friday", ovvero un giorno in cui tutti i negozi hanno sconti assurdi e le persone per aggiudicarsi i migliori affari si mettono in fila fuori dai megastore la notte prima... sono curiosa di vedere tutta questa "pazzia per l'offerta" sperando che nessuno mi uccida mentre cercherò di comprare qualche vestito con un prezzo stracciato ;)

Qui a Clovis fa ancora abbastanza caldo e ieri sono uscita con una maglia a maniche corte, mentre gli altri Weppini mandavano sul gruppo le foto della prima neve. 
Nei negozi e alla radio, ci sono già le canzoni natalizie e ho già visto alcune case addobbate sebbene manchi più di un mese a Natale. 

venerdì 20 novembre 2015

100 Days in America

Buona sera a tutti,
Oggi è il mio centesimo giorno qui e penso che sia ora di fare qualche riflessione riguardo l'andamento della mia esperienza.

Nelle scorse settimane, diversi exchage students come me hanno pubblicato sul nostro gruppo Facebook "Weppini 15/16" alcuni post per condividere le loro attuali situazioni. 
Dopo averli letti praticamente tutti, con i relativi commenti, sono arrivata alla conclusione che siamo più o meno tutti sulla stessa barca...
C'è chi desidererebbe un po' più di vita sociale, chi ha problemi con la famiglia o con i fratelli ospitanti, chi si è ritrovato in villaggi sperduti e chi in generale non sta avendo l'esperienza che ha sempre desiderato, ma guardando l'altra parte della medaglia, c'è chi nonostante tutto si sta trovando benissimo e si sta divertendo.
Oggi voglio dirvi qualcosa pure io, perché penso di aver finalmente trovato il mio equilibrio qui in America. 
Prima che iniziate a leggere, voglio precisare che non sono qui per dire ai futuri exchange e a chi legge il mio blog in generale, che questa esperienza sarà una passeggiata, ma sicuramente è una delle decisioni più importanti che abbia mai preso. 

[Sì, mi ci sono voluti praticamente tre mesi per ambientarmi, iniziare ad esprimermi, capire come vivono gli americani ed imparare a vedere il mondo come loro]
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Quando ho scelto di venire qui in America per un anno, non pensavo che potesse essere così diversa dall'Italia...
Leggevo i blog di ragazzi che avevano trascorso il loro anno in luoghi esotici e pensavo tra me e me che tanto scegliendo l'America, non avrei avuto grossi problemi visto che gli americani sono "occidentali" come noi Europei. 
Nulla di più sbagliato!
La mia stupida convinzione è crollata dopo meno di una settimana trascorsa  in famiglia. Devo dire che i tre giorni a New York sono stati una bellissima vacanza, ma New York, purtroppo o per fortuna non è quella che considero la vera America... 
L'America autentica l'ho iniziata ad assaporare non appena sono entrata in contatto con i primi americani, sia ragazzi che adulti. 

Tra Europa e Stati Uniti c'è una differenza enorme -oserei dire abissale- ed è per questo motivo che alcuni exchange si stanno trovando in difficoltà.
Le nostre vite sono cambiate e pure la mia vita è cambiata... ora ho una nuova famiglia, una nuova amica, una nuova scuola e non posso pretendere che tutto ciò sia uguale a ciò che ho deciso di lasciarmi alle spalle per dieci mesi.

In America, come in Italia, ci sono cose che non vanno e cose che potrebbero essere migliorate! Grazie a questa esperienza sto scoprendo di amare alla follia la mia Italia, la mia lingua e le mie tradizioni, anche se probabilmente sarà abbastanza difficile costruire a il mio futuro nel luogo in cui sono nata.
Nella mia quotidianità americana, riesco a vedere quante possibilità abbiano i ragazzi della mia età... La maggiorparte di loro e' indipendente e per farvi un esempio, i seniors hanno le loro macchine e quando escono da scuola vanno a lavorare per guadagnarsi i loro soldi.
In Italia tutto questo sarebbe solamente una grandissima utopia, perché i ragazzi della mia età hanno come "maggiore occupazione" la scuola e tra tutte le persone che conosco, quelli che trovano da lavorare in estate o aiutano nelle aziende di famiglia rimangono in ogni caso una minoranza. 

D'altra parte, la mia libertà qui è veramente limitata perché non posso guidare e devo chiedere passaggi in continuazione se voglio andare da qualche parte. Essendo capitata in una città abbastanza grande, la famiglia ospitante non si fida molto a lasciarmi andare in giro da sola e non posso biasimarli perché le distanze sono significative e non vogliono che mi succeda qualcosa. A volte questo è un po' frustrante, siccome nel mio piccolo paese italiano è normalissimo uscire e farsi una mini pedalata per andare in centro con gli amici. Detto questo, non potete capire la mia felicità quando finalmente mi hanno lasciato andare a fare la spesa da sola, poche settimane fa... Una semplice bicicletta mi ha reso la ragazza più felice del mondo perché dopo aver pedalato per mezz'ora sono arrivata al supermercato e ho comprato quello che mi serviva.

Per quanto riguarda la "vita sociale", qui non esiste ancora per me, visto che non conosco molte persone. In Italia non sono mai stata una ragazza che andava in discoteca tutti i sabati, ma qui il concetto di "fare festa" è diverso poiché le feste più importanti sono organizzate dalla scuola e per essere invitati alle feste "private" bisogna conoscere chi li organizza. Per il momento questo non mi ha pesato tanto ed ogni giorno cerco di sorridere e salutare chiunque nella speranza di trovare dei veri amici oltre ad Hannah, che per il momento mi sta aiutando tantissimo.

La mia esperienza fino ad oggi è stata piena di alti e bassi, ma adesso ho risalito la china e non voglio più sprecare nemmeno un'ora a fare paragoni inutili. Mi ritengo una ragazza fortunatissima perché sto imparando tante cose e sto scoprendo me stessa giorno dopo giorno. Sto imparando ad apprezzare l'Italia e se dovessi dirvi cosa mi manca (oltre a famiglia, fidanzato e amici), menzionerei solamente il cibo :').
L'America mi sta regalando più di quello che mi immaginavo perché quando si è così lontani si inizia ad apprezzare tutto: un sorriso, una parola o un complimento ti migliorano veramente la giornata. 

Aggiornamenti:

Lo scorso week end la mia host family mi ha potato al Kings Canyon National Park ed è state bellissimo. Ho visto le sequoie giganti e ho avuto la possibilità di parlare con un ranger. Vi lascio il resto delle foto nella sezione "photo" perché sono meglio di qualsiasi descrizione. 


~Anna

martedì 17 novembre 2015

Terzo mese in America e Video Mini Stay

Hey!

Scusate se in questi giorni non ho scritto, ma sono stata abbastanza impegnata... Avevo abbozzato un post, ma poi ho preso il computer nuovo e tra ieri sera ed oggi ho editato il video sul ministay a New York... Alla buon'ora, direte voi :) 

So che non e' perfetto, ma sono ancora una principiante per quanto riguarda il campo "video".
Con calma arriveranno anche altri montaggi su quello che ho fatto durante questi primi tre mesi qui in America! Ho un sacco di clip pronte per essere sistemate. 

Vi lascio il mio primo video e spero di pubblicare il post che sto scrivendo entro la fine di questa settimana!



Anna

domenica 8 novembre 2015

Il cibo italiano in America

Hi guys,
Come promesso, oggi vi racconto qualcosina sul cibo. Dico "qualcosina" perché dopo tre mesi qui in America ho visto e provato di tutto, e credetemi, potrei scrivere pagine su pagine per cercare di spiegarvi come mangiano oltre oceano.
Per ora parto con l'argomento più frizzante, ovvero il cibo italiano in America, ma in futuro vi spiegherò più dettagliatamente come funziona la cucina Americana.

Prima di iniziare a scrivere, dovete sapere che sono nata in Emilia Romagna, più precisamente al confine tra le tre provincie di Modena, Ferrara e Bologna. Detto ciò, potete capire che sono cresciuta mangiando spesso i tortellini, le tagliatelle e le lasagne delle mie nonne, Parmiggiano Reggiano con Aceto Balsamico e coppie ferraresi ("ciope") o baulini (che sono due tipologie di pane). 
Personalmente, adoro la cucina della mia regione (che recentemente è stata definita "la migliore al mondo" dalla rivista americana Forbes) e il cibo in generale, nonché tutte le tradizioni ad esso correlate. Per questo motivo, prima di partire ho cercato di imparare a cucinare qualcosa e sono persino andata da mia nonna per iniziare a tirare la sfoglia all'uovo con la "cannella" (mattarello). Oggi posso dire che quella mattina estiva passata ad impastare e lavorare è servita tantissimo perché, soddisfazione personale a parte, anche a 9000 km da casa riesco a sentirmi a "casa" quando tiro la mia sfoglia! 

Ormai sono partita da tre mesi e non posso negare che il mio cibo italiano mi manchi, ma d'altra parte dovreste vedere che risate mi faccio quando mi capita di andare al supermercato o al ristorante "italiano". 
Gli Americani sono convinti di mangiare "Italiano" quando comprano un prodotto surgelato con il tricolore sulla confezione, quando mettono nelle loro super insalate il dressing "Italian" o quando vanno in un locale con finti grappoli d'uva, vino e foto dei maggiori monumenti italiani alle pareti.

La nostra cultura si esprime benissimo anche nel modo in cui mangiamo e siccome io sono qui per condividerla con la mia famiglia americana, ho cercato più volte di spiegargli che certe specialità che credono italiane in realtà non lo sono. 

Per cercare di creare un discorso ordinato procederò con un elenco puntato, anche se sembrerà una lista della spesa. Credetemi, scrivere in Italiano sta diventando abbastanza difficile.

AL RISTORANTE
  • IL LOCALE: Nella mia città americana c'è un ristorante italiano che si chiama "Andiamo". Da quel che mi hanno detto i miei hparents, il proprietario sa parlare un po' l'italiano, ma purtroppo non ho ancora avuto il piacere di scambiarci due parole. Le pareti sono dipinte con dei trompe l'oeil mal riusciti che rievocano paesaggi toscani e piante d'edera finte su una mensola che percorre tutta la lunghezza la stanza. La parete opposta all'edera è occupata dai frigoriferi in cui fanno bella mostra tutti i vini con le etichette italiane e dei quadretti con i nomi dei principali cibi italiani. 
  • IL MENU': Nel menù ci sono gli italianissimi "pizza, pasta e tagliolini", ma quando ho visto le "tagliatelle chicken and tequila" ho iniziato a pensare che mi stessero prendendo in giro seriamente! La prima volta che ci sono andata ho ordinato una bruschetta, la seconda ho preso una caprese e l'ultima volta ho voluto farmi del male scegliendo i "tortellini". 
  • PRIMA DI INIZIARE A MANGIARE: sul tavolo trovi un piattino, del pane, olio, aceto, sale e burro e lo mangi mentre aspetti che arrivi il cameriere. Tutte le persone che ho visto, famiglia ospitante compresa, mischiavano olio e aceto nel piattino e poi vi intingevano il pane. Per me è stranissimo visto che di solito in Italia mangiamo solo un pacchettino di grissini o un crostino di pane prima di ordinare. Il cameriere dopo aver portato da bere e prima di ordinare i piatti principali ti chiede se vuoi un'insalata e se accetti, te ne porta subito una condita con un dressing "italian" e con pezzettini di pane tostato (croutons). Non so come funzioni negli altri ristoranti italiani d'America, ma dopo aver visto cosa mangiano qui prima di ordinare, inizio a capire per quale motivo gli Americans si chiedano come noi italiani mangiamo così tanto. Vi lascio solo due foto qui a lato dell'elenco, che ho scattato con il telefono, ma potete vedere benissimo il piattino olio-aceto con di fianco le monoporzioni di burro e l'insalata della mia hsis.
  • IL CIBO: fino ad ora ho assaggiato solo tre piatti... erano Ok, ma diciamo che è stata un po' una delusione sapere che quello è il "miglior ristorante italiano" della città. La bruschetta era buona, ma il pane non era nemmeno tostato perciò era solamente un panino con dei pomodori e dell'aglio. Per quanto riguarda la Caprese, posso promuoverla con un otto perché gli ingredienti erano freschi, ma d'altra parte i Tortellini li ho bocciati perché erano palesemente surgelati e non sapevano da niente. . Qua sotto vi lascio la foto: tortellini con una salsa non identificata (non era panna o besciamella), quadrettini di prosciutto cotto e piselli.
  • A FINE PASTO: Siccome ad inizio pasto si erano riempiti di pane e insalata, quando sono arrivati i piatti veri e propri in tavola, nessuno aveva fame. Le porzioni erano gigantesche e nessuno di noi è riuscito a finire, perciò come in ogni ristorante americano, ci hanno portato delle scatole di plastica per portare il cibo a casa.
AL SUPERMERCATO

In ogni supermercato in cui sono stata ho visto alcuni prodotti Italiani ed alcuni prodotti palesemente spacciati per "Italiani". 

I PRODOTTI ITALIANI:
  • LA PASTA: In alcuni supermercati ho trovato la pasta della Barilla o della De Cecco, perciò alcuni formati di pasta si possono trovare facilmente anche oltre oceano. Ovviamente non c'è una corsia interamente dedicata alla pasta, ma se voglio cucinare due spaghetti come facevo a casa, riesco a reperirli. Da Costco, che è un supermercato all'ingrosso ho trovato pure dei "ravioli Rana" o "Buitoni".
  • ACQUA e BIBITE: L'altro giorno per la prima volta ho trovato l'acqua e la limonata SanPellegrino. Ovviamente era abbastanza costosa, ma oltre ai marchi italiani si può trovare anche il marchio francese "Evian", che imbottiglia l'acqua proveniente dalle sorgenti alpine. Non pensavo che un prodotto come l'acqua venisse esportato così lontano. 
  • FORMAGGI: Come avevo scritto in un post precedente, il Parmiggiano si può trovare, ma lo vendono a peso d'oro. La settimana scorsa, stavo cercando il mascarpone perché volevo fare un dolce per la mia Hfamily e con mia grande sorpresa, ho trovato quello della Galbani. Da notare l'etichetta "Mascarpone FRESCA".   

I PRODOTTI NON ITALIANI
  • PASTA: Se la pasta normale è passabile, quella precotta o congelata non lo è. Le foto parlano per me... spaghetti con polpette (che non ho mai mangiato in Italia), Spaghettio's e condimento Alfredo (qui in America, dove tutti lo considerano Italiano). Spendo solo due paroline sugli Spaghettio's perché la pasta dentro i contenitori di latta non si può vedere! Voi vi immaginerete degli spaghetti dentro la lattina, ma in realtà sono dei micro anellini di pasta immersi in un sugo insieme a delle micro polpette. Ovviamente ci sono diverse varietà di Spaghettio's e quando avrò il coraggio di mangiarli vi farò sapere come sono. Li ho inseriti in questa sezione perché il nome è abbastanza italianizzato e anche se sono un prodotto americano, dovevo farveli vedere.
  • DRESSING e CONDIMENTI: Gli americani sono fissati con i condimenti e con le salse al contrario di noi italiani che sull'insalata mettiamo solamente olio, aceto, sale e pepe. In un qualunque supermercato americano troverete come minimo una corsia di condimenti in polvere o dressing che vengono usati per condire le insalate. Ce ne sono un'infinità ed ovviamente non mancano quelli italiani. Posto alcune foto tra le quali potete notare "traditional italian dressing", "tuscan house italian" e addirittura un "nothern italian dressing". Quando ho cercato di spiegare alla mia famiglia americana che in Italia non usiamo tutti quei dressings penso che ci siano rimasti male, viso che non riescono a mangiare l'insalata senza una salsa sopra. 
 

 

Mi dispiace di non aver inserito tutto in questo post, ma è impossibile farvi capire veramente quanti prodotti vengano spacciati per italiani. 

Finalmente mercoledì prenderò un nuovo computer ed inizierò a montare qualche video sulla mia esperienza. Non ho intenzione di fare dei vlog veri e propri, ma se non altro potrete vedere quello che sto vivendo.

Ieri sono andata ad Avila Beach, la spiaggia di cui mi avevano parlato gli hparents prima di partire. Per la prima volta in vita mia ho visto l'Oceano Pacifico ed ero troppo felice! Vi saluto e vi lascio qualche foto :)



Anna

domenica 1 novembre 2015

Black Out & Halloween

Buona Sera lettori,
Scusate se non ho aggiornato prima, ma questa settimana sono stata molto impegnata e non ho avuto tempo di scrivere.

La mia esperienza sta procedendo abbastanza bene, nonostante gli alti e bassi. Probabilmente ho appena passato la prima fase triste della famosa curva d'adattamento, ma ora tutto sta migliorando. 

Oggi ho un sacco di cose da raccontare ed un sacco di foto, perciò non mi voglio dilungare ed inizio subito a parlarvi di questa settimana appena terminata.

Lunedì a scuola è iniziata la RED RIBBON WEEK, ovvero una settimana in cui ogni giorno ci si traveste a tema per supportare una campagna anti-fumo, tabacco e droghe in generale. Per me è stata come una seconda "spirit week" perché la scuola era tutta addobbata con nastri rossi e cartelloni. I ragazzi della classe di "leadership" avevano scritto frasi contro l'uso delle droghe con dei gessi colorati. Sinceramente, da quando sono in America non ho ancora visto un ragazzo della mia età fumare e da quello che ho capito, se fumi non vieni considerato molto bene dagli altri. Qui a lato vi lascio la foto con le giornate e i relativi temi: 
  • 'Murica Monday: lunedì era dedicato all'America ed io mi sono vestita con i colori della bandiera americana, visto che non avevo nessuna maglietta con la bandiera a stelle e strisce.
  • Tuesday Career day: martedì era dedicato al nostro futuro e quindi ognuno poteva vestirsi con gli abiti rappresentativi del proprio "lavoro ideale". Il messaggio di questa giornata era "le droghe non devono rovinare il nostro futuro".
  • PJ day: Mercoledì tutti erano a scuola in pigiama! Sicuramente questo è stato il giorno durante il quale hanno partecipato più persone in assoluto: professori compresi :). 
  • Super Hero day: Giovedì ci si doveva travestire da super eroi e lungo i corridoi si è visto di tutto... 
  • Extreme Spirit day: Venerdì c'è stato l'ultimo football game in casa e, come tutti i venerdì dall'inizio della scuola, i giocatori e le cheerleaders indossavano le loro divise. E' stato un giorno molto particolare e lunghissimo, perciò ve lo racconto più dettagliatamente.

A.M RALLY, BLACK OUT GAME AND SENIOR NIGHT

Venerdì la mia sveglia è suonata alle 3 di notte per andare a scuola e prendere parte ad un Rally... 
Vi starete chiedendo perché ci si debba svegliare ad un orario così improponibile (oltretutto per andare a scuola) e sinceramente non lo so nemmeno io, ma ormai gli americani mi hanno contagiato con il loro spirito scolastico e nonostante tutto ero pure contenta di poterci andare. 

Il Rally serviva ad incitare la squadra di football e celebrare l'ultima partita della stagione, nonché "Senior Night".
Anche se era molto presto, c'erano tantissimi studenti e la banda della scuola al completo, solamente perché la TV locale era venuta a riprenderci per una specie di competizione di spirito scolastico tra High Schools. 
Mi sono divertita tantissimo ed al termine ci hanno regalato un paio di occhiali da sole con il logo della scuola ed un muffin per colazione. Posto alcune foto per farvi vedere quanti, come me, si sono svegliati prestissimo per andare a sostenere la loro scuola prima che sorgesse il sole. Se volete andare a vedere il programma, potete trovarlo cliccando qui

La giornata è proseguita normalmente... 

Alle 18 sono andata allo stadio per prendere un buon posto, sebbene la partita iniziasse un'ora dopo. Ho visto tutto il pre partita e la presentazione dei senior che per l'ultima volta scendevano in campo con i colori della scuola. 
I giocatori di football, le cherleaders (nella foto a fianco), i membri della marching band e della color guard hanno camminato con le loro famiglie lungo i cinquanta yards, mentre tutto il pubblico applaudiva. Molti di loro avevano le "Varsity Jackets" della scuola con il logo, il loro nome e tutte le spille o riconoscimenti accumulati durante il liceo: erano veramente bellissime.

La partita è stata abbastanza combattuta e alla fine non abbiamo vinto, ma come al solito è stato uno spettacolo. Per farvi vedere quanto i ragazzi impazziscano per il Football, a metà partita abbiamo lanciato in aria del talco per bambini per riaccogliere in campo i giocatori tra l'euforia generale!
Ho fatto molte foto e video che spero di montare al più presto, ma per ora, se volete vedere quello che abbiamo combinato con il talco, potete cliccare il link di questo mini video, che ha postato un ragazzo su instagram. 
La mia ultima partita di High School football è stata speciale e so già che mi mancherà andare allo stadio il venerdì e tifare anche se non so le regole alla perfezione e spesso non capisco cosa stia succedendo in campo. 

Ora mi sorge un interrogativo: - cosa faranno il venerdì sera i ragazzi americani, visto che la stagione di football si è conclusa??
se troverò la risposta alla mia domanda ve lo farò sapere!


HARVESTING AND HALLOWEEN

Ieri era il giorno di Halloween, e come saprete qui in America è una festa che celebrano tutto. Già da alcune settimane, nel nostro quartiere, avevo iniziato a vedere case addobbate con zucche, streghe, scheletri e fantasmi, ma nei supermercati potevi comprare dolcetti, costumi e decorazioni già a fine settembre. 

La mattina sono andata a fare i compiti a casa di un'altra exchange italiana, ma il pomeriggio la mia famiglia ospitante mi ha portato in una fattoria a sud di Clovis per "l'harvesting" che consiste nel scegliere la propria zucca da intagliare (anche se io ne avevo già preparata una mercoledì sera). 



La fattoria era molto bella ed oltre alle zucche, c'era pure un piccolo labirinto per bambini (quello che di solito chiamano "corn maze", ma più piccolo) e un capannone con tanti oggetti di uso comune di fine '800 - inizio '900 che fanno parte della storia americana. 
Non so se avete mai visto "American Pickers" su Dmax... ecco! Lo guardavo sempre quando ero in Italia e ieri ho potuto vedere gli stessi oggetti che Mike e Frank cercano nelle vecchie case e nei garage in giro per l'America: le insegne delle pompe di benzina, le macchine a pedali per bambini, e le biciclette vintage sono solo alcuni esempi di quello che c'era. Le foto parlano per me, ma posto anche una mia foto davanti alla sezione del tronco di una sequoia secolare. Lungo gli anelli di accrescimento, avevano messo delle targhette per ricordare alcuni eventi storici come la scoperta dell'America (che era lungo il perimetro siccome più ci si avvicina al centro del tronco -428 a.C.-, più si va indietro nel tempo)!

La sera sono andata a fare "dolcetto o scherzetto" per la prima volta insieme alla mia sorella ospitante ed uno dei cani. Non avevo comprato un vestito e quindi sono uscita solo con una maschera da gatto. 
Mia sorella aveva lo skateboard e sfrecciava di casa in casa con la fodera del cuscino per raccogliere i dolcetti, mentre io la seguivo con Pepper e la macchina fotografica al collo.
In ogni casa c'era qualcuno che aspettava i bambini con delle ceste piene di cioccolata ed altri dolcetti o piccoli regalini.
In alcune case, i proprietari avevano costruito delle mini "haunted houses"  in cui ci si poteva andare per essere spaventati dagli stessi.
La casa che mi è piaciuta di più aveva addirittura un pianoforte scordato in giardino e chi voleva poteva "suonarlo". 

A fine serata siamo ritornate a casa con il "bottino". Ho fatto un paio di foto e prossimamente scriverò un post sul cibo italiano in America perché da quando sono qui ho visto degli orrori che spaziano dall' "italian dressing" inventato a San Francisco (con tanto di Golden Gate sulla confezione) agli Spaghetto's.

Al prossimo post!

Anna


ah, dimenticavo! questa è il disegno che ho intagliato sulla mia zucca e se volete vedere altre foto, ho aperto una sezione del blog con alcuni scatti per ogni mese! La potete trovare sotto il titolo

TESINA