venerdì 20 novembre 2015

100 Days in America

Buona sera a tutti,
Oggi è il mio centesimo giorno qui e penso che sia ora di fare qualche riflessione riguardo l'andamento della mia esperienza.

Nelle scorse settimane, diversi exchage students come me hanno pubblicato sul nostro gruppo Facebook "Weppini 15/16" alcuni post per condividere le loro attuali situazioni. 
Dopo averli letti praticamente tutti, con i relativi commenti, sono arrivata alla conclusione che siamo più o meno tutti sulla stessa barca...
C'è chi desidererebbe un po' più di vita sociale, chi ha problemi con la famiglia o con i fratelli ospitanti, chi si è ritrovato in villaggi sperduti e chi in generale non sta avendo l'esperienza che ha sempre desiderato, ma guardando l'altra parte della medaglia, c'è chi nonostante tutto si sta trovando benissimo e si sta divertendo.
Oggi voglio dirvi qualcosa pure io, perché penso di aver finalmente trovato il mio equilibrio qui in America. 
Prima che iniziate a leggere, voglio precisare che non sono qui per dire ai futuri exchange e a chi legge il mio blog in generale, che questa esperienza sarà una passeggiata, ma sicuramente è una delle decisioni più importanti che abbia mai preso. 

[Sì, mi ci sono voluti praticamente tre mesi per ambientarmi, iniziare ad esprimermi, capire come vivono gli americani ed imparare a vedere il mondo come loro]
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Quando ho scelto di venire qui in America per un anno, non pensavo che potesse essere così diversa dall'Italia...
Leggevo i blog di ragazzi che avevano trascorso il loro anno in luoghi esotici e pensavo tra me e me che tanto scegliendo l'America, non avrei avuto grossi problemi visto che gli americani sono "occidentali" come noi Europei. 
Nulla di più sbagliato!
La mia stupida convinzione è crollata dopo meno di una settimana trascorsa  in famiglia. Devo dire che i tre giorni a New York sono stati una bellissima vacanza, ma New York, purtroppo o per fortuna non è quella che considero la vera America... 
L'America autentica l'ho iniziata ad assaporare non appena sono entrata in contatto con i primi americani, sia ragazzi che adulti. 

Tra Europa e Stati Uniti c'è una differenza enorme -oserei dire abissale- ed è per questo motivo che alcuni exchange si stanno trovando in difficoltà.
Le nostre vite sono cambiate e pure la mia vita è cambiata... ora ho una nuova famiglia, una nuova amica, una nuova scuola e non posso pretendere che tutto ciò sia uguale a ciò che ho deciso di lasciarmi alle spalle per dieci mesi.

In America, come in Italia, ci sono cose che non vanno e cose che potrebbero essere migliorate! Grazie a questa esperienza sto scoprendo di amare alla follia la mia Italia, la mia lingua e le mie tradizioni, anche se probabilmente sarà abbastanza difficile costruire a il mio futuro nel luogo in cui sono nata.
Nella mia quotidianità americana, riesco a vedere quante possibilità abbiano i ragazzi della mia età... La maggiorparte di loro e' indipendente e per farvi un esempio, i seniors hanno le loro macchine e quando escono da scuola vanno a lavorare per guadagnarsi i loro soldi.
In Italia tutto questo sarebbe solamente una grandissima utopia, perché i ragazzi della mia età hanno come "maggiore occupazione" la scuola e tra tutte le persone che conosco, quelli che trovano da lavorare in estate o aiutano nelle aziende di famiglia rimangono in ogni caso una minoranza. 

D'altra parte, la mia libertà qui è veramente limitata perché non posso guidare e devo chiedere passaggi in continuazione se voglio andare da qualche parte. Essendo capitata in una città abbastanza grande, la famiglia ospitante non si fida molto a lasciarmi andare in giro da sola e non posso biasimarli perché le distanze sono significative e non vogliono che mi succeda qualcosa. A volte questo è un po' frustrante, siccome nel mio piccolo paese italiano è normalissimo uscire e farsi una mini pedalata per andare in centro con gli amici. Detto questo, non potete capire la mia felicità quando finalmente mi hanno lasciato andare a fare la spesa da sola, poche settimane fa... Una semplice bicicletta mi ha reso la ragazza più felice del mondo perché dopo aver pedalato per mezz'ora sono arrivata al supermercato e ho comprato quello che mi serviva.

Per quanto riguarda la "vita sociale", qui non esiste ancora per me, visto che non conosco molte persone. In Italia non sono mai stata una ragazza che andava in discoteca tutti i sabati, ma qui il concetto di "fare festa" è diverso poiché le feste più importanti sono organizzate dalla scuola e per essere invitati alle feste "private" bisogna conoscere chi li organizza. Per il momento questo non mi ha pesato tanto ed ogni giorno cerco di sorridere e salutare chiunque nella speranza di trovare dei veri amici oltre ad Hannah, che per il momento mi sta aiutando tantissimo.

La mia esperienza fino ad oggi è stata piena di alti e bassi, ma adesso ho risalito la china e non voglio più sprecare nemmeno un'ora a fare paragoni inutili. Mi ritengo una ragazza fortunatissima perché sto imparando tante cose e sto scoprendo me stessa giorno dopo giorno. Sto imparando ad apprezzare l'Italia e se dovessi dirvi cosa mi manca (oltre a famiglia, fidanzato e amici), menzionerei solamente il cibo :').
L'America mi sta regalando più di quello che mi immaginavo perché quando si è così lontani si inizia ad apprezzare tutto: un sorriso, una parola o un complimento ti migliorano veramente la giornata. 

Aggiornamenti:

Lo scorso week end la mia host family mi ha potato al Kings Canyon National Park ed è state bellissimo. Ho visto le sequoie giganti e ho avuto la possibilità di parlare con un ranger. Vi lascio il resto delle foto nella sezione "photo" perché sono meglio di qualsiasi descrizione. 


~Anna

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