domenica 8 novembre 2015

Il cibo italiano in America

Hi guys,
Come promesso, oggi vi racconto qualcosina sul cibo. Dico "qualcosina" perché dopo tre mesi qui in America ho visto e provato di tutto, e credetemi, potrei scrivere pagine su pagine per cercare di spiegarvi come mangiano oltre oceano.
Per ora parto con l'argomento più frizzante, ovvero il cibo italiano in America, ma in futuro vi spiegherò più dettagliatamente come funziona la cucina Americana.

Prima di iniziare a scrivere, dovete sapere che sono nata in Emilia Romagna, più precisamente al confine tra le tre provincie di Modena, Ferrara e Bologna. Detto ciò, potete capire che sono cresciuta mangiando spesso i tortellini, le tagliatelle e le lasagne delle mie nonne, Parmiggiano Reggiano con Aceto Balsamico e coppie ferraresi ("ciope") o baulini (che sono due tipologie di pane). 
Personalmente, adoro la cucina della mia regione (che recentemente è stata definita "la migliore al mondo" dalla rivista americana Forbes) e il cibo in generale, nonché tutte le tradizioni ad esso correlate. Per questo motivo, prima di partire ho cercato di imparare a cucinare qualcosa e sono persino andata da mia nonna per iniziare a tirare la sfoglia all'uovo con la "cannella" (mattarello). Oggi posso dire che quella mattina estiva passata ad impastare e lavorare è servita tantissimo perché, soddisfazione personale a parte, anche a 9000 km da casa riesco a sentirmi a "casa" quando tiro la mia sfoglia! 

Ormai sono partita da tre mesi e non posso negare che il mio cibo italiano mi manchi, ma d'altra parte dovreste vedere che risate mi faccio quando mi capita di andare al supermercato o al ristorante "italiano". 
Gli Americani sono convinti di mangiare "Italiano" quando comprano un prodotto surgelato con il tricolore sulla confezione, quando mettono nelle loro super insalate il dressing "Italian" o quando vanno in un locale con finti grappoli d'uva, vino e foto dei maggiori monumenti italiani alle pareti.

La nostra cultura si esprime benissimo anche nel modo in cui mangiamo e siccome io sono qui per condividerla con la mia famiglia americana, ho cercato più volte di spiegargli che certe specialità che credono italiane in realtà non lo sono. 

Per cercare di creare un discorso ordinato procederò con un elenco puntato, anche se sembrerà una lista della spesa. Credetemi, scrivere in Italiano sta diventando abbastanza difficile.

AL RISTORANTE
  • IL LOCALE: Nella mia città americana c'è un ristorante italiano che si chiama "Andiamo". Da quel che mi hanno detto i miei hparents, il proprietario sa parlare un po' l'italiano, ma purtroppo non ho ancora avuto il piacere di scambiarci due parole. Le pareti sono dipinte con dei trompe l'oeil mal riusciti che rievocano paesaggi toscani e piante d'edera finte su una mensola che percorre tutta la lunghezza la stanza. La parete opposta all'edera è occupata dai frigoriferi in cui fanno bella mostra tutti i vini con le etichette italiane e dei quadretti con i nomi dei principali cibi italiani. 
  • IL MENU': Nel menù ci sono gli italianissimi "pizza, pasta e tagliolini", ma quando ho visto le "tagliatelle chicken and tequila" ho iniziato a pensare che mi stessero prendendo in giro seriamente! La prima volta che ci sono andata ho ordinato una bruschetta, la seconda ho preso una caprese e l'ultima volta ho voluto farmi del male scegliendo i "tortellini". 
  • PRIMA DI INIZIARE A MANGIARE: sul tavolo trovi un piattino, del pane, olio, aceto, sale e burro e lo mangi mentre aspetti che arrivi il cameriere. Tutte le persone che ho visto, famiglia ospitante compresa, mischiavano olio e aceto nel piattino e poi vi intingevano il pane. Per me è stranissimo visto che di solito in Italia mangiamo solo un pacchettino di grissini o un crostino di pane prima di ordinare. Il cameriere dopo aver portato da bere e prima di ordinare i piatti principali ti chiede se vuoi un'insalata e se accetti, te ne porta subito una condita con un dressing "italian" e con pezzettini di pane tostato (croutons). Non so come funzioni negli altri ristoranti italiani d'America, ma dopo aver visto cosa mangiano qui prima di ordinare, inizio a capire per quale motivo gli Americans si chiedano come noi italiani mangiamo così tanto. Vi lascio solo due foto qui a lato dell'elenco, che ho scattato con il telefono, ma potete vedere benissimo il piattino olio-aceto con di fianco le monoporzioni di burro e l'insalata della mia hsis.
  • IL CIBO: fino ad ora ho assaggiato solo tre piatti... erano Ok, ma diciamo che è stata un po' una delusione sapere che quello è il "miglior ristorante italiano" della città. La bruschetta era buona, ma il pane non era nemmeno tostato perciò era solamente un panino con dei pomodori e dell'aglio. Per quanto riguarda la Caprese, posso promuoverla con un otto perché gli ingredienti erano freschi, ma d'altra parte i Tortellini li ho bocciati perché erano palesemente surgelati e non sapevano da niente. . Qua sotto vi lascio la foto: tortellini con una salsa non identificata (non era panna o besciamella), quadrettini di prosciutto cotto e piselli.
  • A FINE PASTO: Siccome ad inizio pasto si erano riempiti di pane e insalata, quando sono arrivati i piatti veri e propri in tavola, nessuno aveva fame. Le porzioni erano gigantesche e nessuno di noi è riuscito a finire, perciò come in ogni ristorante americano, ci hanno portato delle scatole di plastica per portare il cibo a casa.
AL SUPERMERCATO

In ogni supermercato in cui sono stata ho visto alcuni prodotti Italiani ed alcuni prodotti palesemente spacciati per "Italiani". 

I PRODOTTI ITALIANI:
  • LA PASTA: In alcuni supermercati ho trovato la pasta della Barilla o della De Cecco, perciò alcuni formati di pasta si possono trovare facilmente anche oltre oceano. Ovviamente non c'è una corsia interamente dedicata alla pasta, ma se voglio cucinare due spaghetti come facevo a casa, riesco a reperirli. Da Costco, che è un supermercato all'ingrosso ho trovato pure dei "ravioli Rana" o "Buitoni".
  • ACQUA e BIBITE: L'altro giorno per la prima volta ho trovato l'acqua e la limonata SanPellegrino. Ovviamente era abbastanza costosa, ma oltre ai marchi italiani si può trovare anche il marchio francese "Evian", che imbottiglia l'acqua proveniente dalle sorgenti alpine. Non pensavo che un prodotto come l'acqua venisse esportato così lontano. 
  • FORMAGGI: Come avevo scritto in un post precedente, il Parmiggiano si può trovare, ma lo vendono a peso d'oro. La settimana scorsa, stavo cercando il mascarpone perché volevo fare un dolce per la mia Hfamily e con mia grande sorpresa, ho trovato quello della Galbani. Da notare l'etichetta "Mascarpone FRESCA".   

I PRODOTTI NON ITALIANI
  • PASTA: Se la pasta normale è passabile, quella precotta o congelata non lo è. Le foto parlano per me... spaghetti con polpette (che non ho mai mangiato in Italia), Spaghettio's e condimento Alfredo (qui in America, dove tutti lo considerano Italiano). Spendo solo due paroline sugli Spaghettio's perché la pasta dentro i contenitori di latta non si può vedere! Voi vi immaginerete degli spaghetti dentro la lattina, ma in realtà sono dei micro anellini di pasta immersi in un sugo insieme a delle micro polpette. Ovviamente ci sono diverse varietà di Spaghettio's e quando avrò il coraggio di mangiarli vi farò sapere come sono. Li ho inseriti in questa sezione perché il nome è abbastanza italianizzato e anche se sono un prodotto americano, dovevo farveli vedere.
  • DRESSING e CONDIMENTI: Gli americani sono fissati con i condimenti e con le salse al contrario di noi italiani che sull'insalata mettiamo solamente olio, aceto, sale e pepe. In un qualunque supermercato americano troverete come minimo una corsia di condimenti in polvere o dressing che vengono usati per condire le insalate. Ce ne sono un'infinità ed ovviamente non mancano quelli italiani. Posto alcune foto tra le quali potete notare "traditional italian dressing", "tuscan house italian" e addirittura un "nothern italian dressing". Quando ho cercato di spiegare alla mia famiglia americana che in Italia non usiamo tutti quei dressings penso che ci siano rimasti male, viso che non riescono a mangiare l'insalata senza una salsa sopra. 
 

 

Mi dispiace di non aver inserito tutto in questo post, ma è impossibile farvi capire veramente quanti prodotti vengano spacciati per italiani. 

Finalmente mercoledì prenderò un nuovo computer ed inizierò a montare qualche video sulla mia esperienza. Non ho intenzione di fare dei vlog veri e propri, ma se non altro potrete vedere quello che sto vivendo.

Ieri sono andata ad Avila Beach, la spiaggia di cui mi avevano parlato gli hparents prima di partire. Per la prima volta in vita mia ho visto l'Oceano Pacifico ed ero troppo felice! Vi saluto e vi lascio qualche foto :)



Anna

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