lunedì 31 agosto 2015

La prima settimana di scuola

IL PRIMO GIORNO - 24 AGOSTO 2015

Sveglia alle 5.45 del mattino, colazione veloce e zaino in spalla alle 7.00 per raggiungere la scuola. Circa sette minuti di macchina e siamo arrivati, ho quarantacinque minuti per trovare la prima classe. Vago per altri dieci minuti e poi chiedo informazioni ad un giardiniere che stava falciando il prato: "good morning, do you know where this class is?", gli mostro la mia schedule (un foglio in cui sono scritte tutte le materie che ho scelto) e mi risponde: "right there, in the 600 building". A quel punto lo ringrazio e mi dirigo verso l'edificio in cerca della classe. Il corridoio è ancora buio, manca mezzora alla prima lezione e non ci sono molti ragazzi in giro. Aspetto ancora un po', busso e appena sento la risposta entro nella classe di biologia. Sono la prima, la prof mi accoglie calorosamente e le spiego che sono una exchange student. Mi dice che posso sedermi dove voglio, la classe è grande, ci sono dei tavoli da due e degli sgabelli. Mi siedo nel piccolo tavolo di fronte alla lavagna e la professoressa mi consegna il Syllabus (il programma che svolgeremo durante l'anno), lo leggo velocemente... damn, faremo le stesse cose che ho fatto l'anno scorso, spero di non dover cambiare classe, vediamo come procederà. 
A poco a poco la classe si riempie, sono tutti sophomore e freshman, forse la counselor ha sbagliato quando mi ha piazzato in questa classe oppure ho sbagliato aula, ricontrollo la schedule (no, per fortuna è quella giusta!).
La prima campanella (che in realtà è una sirena) suona, alcuni sono in ritardo, ma la prof continua a parlare. Capisco quello che dice, si presenta, e per farci socializzare mette su ogni tavolo sei bicchieri di plastica e dei fogli. Ogni tavolo deve costruire una torre con quel materiale, la più alta vince delle caramelle e a quel punto penso di essere ritornata all'asilo.
Suona la seconda campanella, dieci minuti per raggiungere la palestra (ma quale palestra? ce ne sono due!). Fortunatamente, seguendo un fiume di ragazzi, raggiungo quella giusta. Ci fanno sedere sulle gradinate e poi ci chiedono di seguire i nostri professori di ginnastica, siamo più di duecento per sei allenatori. Il mio prof sembra un militare, simpatico, ci dice che per la prima settimana non faremo ginnastica, ma ci assegneranno il nostro mini locker, potremmo acquistare la maglietta ed i pantaloncini della scuola e ci spiegheranno il programma. 
Terza ora ho US History. Raggiungo la classe in orario, il prof decide i posti e sono con altri quattro ragazzi, tre maschi ed una femmina, sembrano simpatici. Il prof si presenta e poi ci lascia un po' di tempo per socializzare, mi presento a mia volta e scopro che uno dei ragazzi sta ospitando un exchange di Oslo. La ragazza che siede di fronte a me mi chiede di parlare in italiano, la accontento ed il ragazzo di fianco a lei mi dice che l'accento italiano gli piace. Bene, non hanno ancora finito di parlare, suona la campana e già non mi ricordo i loro nomi. 
Per trovare la classe di matematica ritorno nel 600 building, percorro il corridoio e trovo l'aula al primo colpo. La prof mi accoglie sulla porta, mi assegna il banco, per il resto della lezione spiega cosa faremo per il primo semestre e ci consegna una scheda con i compiti per domani, sembra esigente.
Suona la quinta sirena, è ora di mangiare. Vado nella cafeteria e dopo venti minuti di fila riesco a prendere un'insalata, mi siedo in un tavolo e osservo i ragazzi intorno a me. Scopro che i Nerd esistono davvero, mangiano in un angolo della mensa seduti sul pavimento con il cubo di rubik o il ninento in una mano ed il sandwich nell'altra.
Mi rimane poco tempo per finire, suona la sirena per l'ennesima volta. Ritorno nel primo edificio, secondo piano aula di anatomia, il prof è sulla porta e assegna i banchi, capito in A3. La classe è bellissima, sembra un piccolo museo, alle pareti ci sono dei cartelloni, dentro agli armadi ci sono degli animali sotto alcool, dietro di me ho una lucertola immobile all'interno di una teca. Non è l'unico animale della classe... ci sono pure una salamandra, un serpente ed un topo. Prima di andarmene scopro che la lucertola dietro di me si chiama Chuck Norris, ma è una femmina. Interessante, molto interessante! Finalmente l'ultima ora, suona la campana e sono ad inglese, non riesco più a stare concentrata, ma cerco di sforzarmi per capire cosa dice il professore. Sono seduta da sola in un piccolo banco in seconda fila. Nella classe ci sono un sacco di poster degli Okland Riders, delle riproduzioni di Dalì e Matisse ed una piccola libreria in cui c'è pure una guida di Venezia. Il prof ci consegna il syllabus e parla per tutta la lezione fino all'ultima sirena. 

Non saprei descrivere meglio il mio primo giorno di high school... il primo giorno di un exchange student in una scuola gigante con tanti, troppi studenti che vanno di fretta.

RESOCONTO DELLA PRIMA SETTIMANA 

La prima settimana è stata abbastanza positiva, ma tutto sommato difficile perché è difficile esprimerti in una lingua che non è la tua. Vorresti dire tante cose, scrivere bene le essay, ma ti mancano le parole e rileggendo ti accorgi di aver ripetuto lo stesso concetto più di una volta. Il tuo lavoro è paragonabile a quello di un bambino delle elementari, ma ogni giorno vedi i piccoli progressi e te ne compiaci. 

Al termine di questa settimana ho imparato/posso dire che:

  • I professori americani mi piacciono un sacco, sono le persone più disponibili del mondo ed il loro intento è quello di aiutarti in ogni caso a passare. Nel primo test di anatomia ho preso 65% (che non è un gran voto, ma davanti al foglio sono andata in panico) e il professore ha detto che chi non era soddisfatto del voto aveva una settimana per rifarlo. A quel punto, durante il pranzo sono andata a chiedere se potevo rifarlo il venerdì. Il prof mi ha stupito perché oltre che darmi il permesso di rifarlo, mi ha pure chiesto se volevo studiare con lui! Mi sono presentata il venerdì e ho preso 100%.
  • A scuola non ci sono i locker. E' troppo grande e nessuno li userebbe, perciò non potrò avere il mio armadietto personale. Solo per attività fisica ne posso chiedere uno.
  • Socializzare è dannatamente difficile, soprattutto se si è timidi come lo sono io. L'unico momento per conoscere persone nuove è il pranzo, ma ognuno ha il suo gruppo e così devi chiedere il permesso di sederti nell'unico posto del tavolo rimasto libero. 
  • La maggior parte degli americani è gentilissima. Solo per farvi capire, vi posso dire che mi ero seduta in corridoio mentre aspettavo di entrare in classe alla prima ora e due ragazze si sono fermate per chiedermi se fosse tutto OK solamente perché ero da sola. 
  • La maggior parte delle persone si veste come capita e le ciabatte di plastica con le calze le indossano sia le ragazze che i ragazzi. Sandalo e calza è il must have della stagione.
  • Se c'è una partita di football, le cheerleader ed i giocatori vengono a scuola in divisa. Anche i professori indossano la maglietta della scuola: tutti, senza eccezioni. Go TWOLVES!
  • Quando dici di essere italiana le reazioni sono generalmente due: c'è chi esclama "oh cool!" e poi ti fa delle domande abbastanza strane (mi hanno chiesto se guidiamo sulla sinistra o se esistano i computer in Italia) oppure chi ti dice che anche 1/16 del suo sangue è sicuramente italiano e che adora il cibo. 
  • Ogni studente ha un'ID con cui può pagare il pranzo e prendere in prestito i libri dalla biblioteca. Qui sotto vi lascio la foto del mio imbarazzante ID.
  • I libri di testo americani sono dei mattoni pesantissimi che devi prendere all'inizio dell'anno e riconsegnare al termine. 
Per ora è tutto e mi scuso se non riesco ad aggiornare periodicamente, ma non ho molto tempo libero. Più avanti scriverò sicuramente un post sulla scuola e sul sistema americano in generale, senza tralasciare il mio commento personale.

Anna

sabato 22 agosto 2015

Due settimane da americana!

Buona serata lettori,
finalmente trovo un po' di tempo per aggiornare questo blog e riflettere su queste due prime settimane in California.

[Rileggendo l'ultimo post, mi sono accorta di aver scritto tante cose che non hanno un vero e proprio filo logico perciò cercherò di scrivere in una maniera più comprensibile questa nuova pagina di diario]

La prima settimana in famiglia è volata.
Non penso di aver avuto un vero e proprio shock culturale, ma certamente mi sono resa conto che l'America è diversa dall'Italia e anche le abitudini sono differenti.

Ho avuto un piccolo momento di sconforto la prima sera, quando la famiglia ospitante mi ha mostrato la mia camera. Mi ha fatto uno strano effetto vedere i muri spogli e i mobili vuoti, ma ero troppo stanca a causa del viaggio e sono crollata a dormire. Il giorno dopo ho riordinato e ho aperto le valigie. Man mano che sistemavo le mie cose, mi sembrava già un ambiente più familiare, in cui mi sento a mio agio e posso riposare in tranquillità. 
Nei giorni seguenti ho passato un sacco di tempo con la famiglia ospitante e tutti hanno cercato di tenermi il più impegnata possibile. 
Ho iniziato a fare quello che fanno i teenager americani, ovvero fare shopping al mall, andare a vedere un "movie" al cinema, portare a spasso i cani, andare a mangiare nei fast food, ecc.
Ho fatto tutto quello che mi hanno proposto nonostante i primissimi giorni fossi provata dal jet lag, e sono pure andata ad un incontro serale alla chiesa battista, con la mia sorella ospitante. 
La cosa che mi è piaciuta di più è stata la visita alla base navale di Lemoore. Non ero mai stata in una base militare ed ho potuto vedere da vicino tutti i caccia e gli elicotteri (con missili veri e da esercitazione) dell'esercito statunitense. Ovviamente, all'interno non ho potuto fare foto perché e vietato. La base è completamente recintata e all'entrata ci sono due persone che controllano i pass (per entrare nella stazione serve un pass che hanno solamente i militari o chi vi lavora) ed i documenti, mentre un terzo sorveglia con il mitra in mano per ragioni di sicurezza. In pratica è una città recintata e super controllata, perché a due minuti di macchina dai capannoni dove sono alloggiati gli elicotteri ci sono le case dei militari, la scuola, la palestra, il mall e pure Starbucks. Visto che era ora di pranzo siamo entrati nel supermercato per comprare un panino e per me è stato stranissimo vedere i militari in divisa mentre facevano la spesa :). 

L'altro giorno sono andata a vedere la scuola ed ho scelto le materie con l'aiuto del "counselor". La mia high school è gigantesca rispetto al mio liceo. In Italia, la mia scuola conta in tutto circa settecento studenti, mentre qui solo i Senior (i ragazzi dell'ultimo anno) sono più di ottocento. In queste settimane ho avuto un po' di difficoltà con la lingua, ma ogni giorno imparo parole nuove ed è sempre più facile. Mi sto trovando davvero benissimo e non realizzo di essere oltreoceano, probabilmente perché la scuola deve ancora iniziare. 

Vi aggiornerò a scuola iniziata!

-Anna

sabato 15 agosto 2015

From New York to California

Ciao a tutti, 
scusatemi se non sto aggiornando spesso, ma in questi giorni sto cercando di ambientarmi e scrivo piccoli post quando mi capita.
Cercherò di fare un veloce riassunto di tutto quello che mi è capitato in questi giorni.

Non voglio raccontarvi i dettagli del volo o tutto ciò che ho visto a New York perché risulterebbe noioso, ma non appena riuscirò a risolvere i problemi del mio computer proverò a postare qualche foto o a montare un video.  

La prima impressione degli Stati Uniti è stata WOW!. Non ero mai stata in America e posso dire che il mio anno all'estero è iniziato benissimo! Se siete futuri exchange students con Wep, non perdetevi il Mini stay a NewYork perché sono stati tre giorni fantastici!
(Se vi va potete vedere il bellissimo video che ha realizzato Silvia, cliccando qui accanto sul suo blog)

New York è una città che non si ferma mai, i taxi gialli accostano e ripartono quando li chiami facendo un cenno con il braccio, i semafori non si spengono e nemmeno le luci dei grattacieli. Le persone camminano o corrono per le strade con il loro gigantesco bicchiere di Starbucks o con la loro ventiquattro ore in mano, fanno shopping, si fermano a Time Square o nei ristoranti. I turisti si confondono e si mescolano a chi va di fretta, a chi riposa a Central Park, a chi entra ed esce dai palazzi o dagli store.
New York era una città da vedere e spero di tornarci per visitare tutti i suoi musei e godermi ancora la sua bellissima skyline.
Sinceramente non so dirvi cosa non mi sia piaciuto di New York... forse il traffico? no, nemmeno quello!
Dirvi che quella città è bellissima è scontato ma allo stesso tempo è vero!

IL VIAGGIO

Il 15 Agosto mi sono svegliata presto perché le mie compagne di stanza partivano prima di me. Le ho salutate e non sono più riuscita a prendere sonno. 
Il viaggio da Newark a Los Angeles è stato lunghissimo ed ero seduta di fianco ad una vecchietta che stava andando ad Honolulu con il figlio e si è guardata tre film di seguito. Io ho guardato fuori dal finestrino tutti gli stati sotto di me: ho visto il lago Michigan, il nulla e i campi del Nebraska, le montagne del Colorado, Las Vegas in Nevada, i canyon ed i rossi altopiani dello Utah, il deserto e le aride colline al confine tra Nevada e California.
Ho aspettato la coincidenza a Los Angeles e mi sono mangiata un taco (la cosa più disgustosa che abbia mai provato, ma non volevo allontanarmi dal gate, dato che mentre attendevo l'hanno cambiato tre volte). Alle 21:30 ho preso un mini aereo che mi ha portato dalla famiglia. Vi assicuro che LA by night dal finestrino è fantastica: una macchia di luce tra il buio dell'Oceano e le colline. Avrei voluto fare una foto ma la hostess per ragioni di sicurezza ha messo il mio zainetto nel porta oggetti sopra ai sedili.
Pensavo di guardare fuori dal finestrino ma mi sono addormentata colta dalla stanchezza. Mi ha svegliato la hostess che con il microfono annunciava l'atterraggio imminente. 
Quando sono arrivata in aeroporto c'erano molte persone con cartelloni e palloncini, ma la mia famiglia ospitante era li ad aspettarmi con due bandierine americane. Per fortuna li ho riconosciuti e mentre ritiravamo i bagagli ho conosciuto anche gli altri due exchange student tedeschi che erano sul mio stesso volo. 
Prima di arrivare a casa si sono fermati da McDonald a prendere la cena. Io ho chiesto solo un bicchiere d'acqua e poi sono andata a dormire dopo un breve tour della casa.

Per ora è tutto, ma scriverò un altro post sulla mia prima settimana californiana.

Anna

giovedì 13 agosto 2015

See you soon ITALY

Ciao a tutti,

[scrivo questo post dall'hotel in cui sto alloggiando per il ministay, non ho aggiornato prima fondamentalmente perché non ho avuto tempo, scusatemi.]

Avrei voluto scrivere un post pre-partenza, ma ho preferito vedere Thomas e i miei amici.

Gli "addii" non sono stati facili, ma potete immaginarlo benissimo. 
Ho pianto mentre leggevo le lettere che le mie amiche mi hanno scritto e quando è stato il momento di salutare Tom.

E' normale piangere in quelle circostanze, è normale essere tristi e fa parte dell'esperienza.

Sinceramente non pensavo che un addio fosse così duro, ma ho la consapevolezza che ritornerò tra dieci mesi e quindi non devo pensarci troppo. 

Il giorno prima di partire sono andata all'Expo con la mia famiglia. I padiglioni che ho visto non erano molto belli all'interno, ma le architetture mi sono piaciute. C'era molta gente, le file per alcuni padiglioni erano di due ore e perciò abbiamo rinunciato. Il mio voto per l'Expo purtroppo è appena sufficiente, ma almeno mi ha fatto distrarre e non ho pensato alla partenza. 
La notte abbiamo dormito in albergo e siamo andati a Malpensa il giorno seguente alle 7.00 visto che la convocazione era mezz'ora dopo. Al bancone una referente Wep mi ha dato la bustina arancione con tutte le informazione ed i numeri d'emergenza, poi ci ha accompagnato al check in. 
Questo era il mio primo volo e seguendo gli altri me la sono cavata. E' stato più facile di quanto immaginassi ed è andato tutto bene. 
Ero serena quando ho salutato i miei genitori e mio fratello (ma loro meno), non ho pianto ed ero felice di prendere l'aereo.
Ho scoperto che mi piace molto volare, è rilassante. 
Durante il volo ho parlato con la mia vicina (anche lei weppina), ho guardato delle puntate di "The Middle" e "The Big Bang Theory" in inglese, ho cercato di dormire, ho ascoltato la musica, e ho guardato la mappa con le indicazioni del volo.

Siamo arrivati a Newark nel primo pomeriggio e dopo l'immigration, abbiamo incontrato Danilo e Norma, le nostre guide per il ministay.

Termino qua il post perchè non ho tanto tempo. Scriverò più avanti ☺

Anna

domenica 2 agosto 2015

E’ la sorpresa più bella quella che giunge inaspettata!

Buon pomeriggio lettori!

[avrei voluto scrivere questo post giovedì sera, ma presa dalla stanchezza ho preferito andare a dormire].

Giovedì è stata una di quelle giornate che si possono definire "intense" perché i miei amici hanno deciso di organizzare una festa per salutarmi, a mia insaputa.
Pensavo di andare a cena con il mio fidanzato, ma non mi aveva svelato il nome del ristorante e l'unica raccomandazione è stata quella di vestirmi elegante. Il pomeriggio sono andata a tagliarmi i capelli e la parrucchiera me li ha voluti fare ricci perciò ci ha messo un sacco di tempo. Sono tornata a casa, mi sono preparata e nel frattempo Tom è arrivato insieme a sua mamma con la macchina: ha voluto mettermi una benda, ma ho preferito tenere gli occhi chiusi per tutto il tragitto visto che non volevo rovinare i capelli.
Quando mi ha fatto scendere e mi ha fatto aprire gli occhi ero a casa da una mia amica in mezzo alla campagna, la stessa in cui avevamo fatto il party per festeggiare l'inizio dell'estate. 
C'erano quasi tutti i miei amici vestiti eleganti e un cartellone con scritto "Goodbye Anna" vicino ad un tavolo con tanto cibo. Tutto era organizzato nei minimi dettagli, non mancava nulla. La sorpresa più grande è stato un video, montato da Luca, che ho trovato in una chiavetta USB dopo una mini caccia al tesoro (non posso mostrarvelo, ma è veramente bellissimo e commovente perché contiene alcune foto di gruppo e ogni compagno ha girato un breve video messaggio facendomi gli auguri di buon viaggio).

Alla sera abbiamo tagliato una torta a tre piani, preparata da Chiara, Elena e Martina, con un vestito per il Prom in pasta di zucchero e abbiamo aperto lo spumante. Passate le dieci abbiamo fatto un falò con i marshmallow e verso mezzanotte siamo ritornati tutti a casa.
E' stata una serata bellissima e non potrò mai ringraziarli abbastanza. Mi hanno detto che era da due mesi che ci stavano lavorando, chi più, chi meno, ma ognuno ha fatto la sua parte!
Non me lo aspettavo e vi auguro un anno bellissimo, ci si rivede in 5°B: non è un "addio", ma un "arrivederci".

Anche se non sapete del mio blog vi voglio ringraziare di cuore!
Grazie a Elena per averci ospitato a casa sua, grazie a Ginevra che è diventata matta per organizzare il tutto insieme a Chiara che si è occupata della torta con Elena e Martina, grazie a Luca che ha montato un video strappalacrime e ha fatto le foto. Grazie a Thomas che mi ha tenuto all'oscuro di tutto :*. Grazie ad Amanda, Clara, Irene, Laura, Anna, Francesca, Martina, Pollo, Avia, Christian, Elisa, Fabio, Federico, Manuele, Pier, Sebastiano, Alessandro, Virginia. Ringrazio anche coloro che non sono riusciti a venire, ma che avrebbero voluto esserci, grazie Valeria, Simone, Boss, Mike, Elisa, Sofia e Marco.


vi lascio un aggiornamento lampo:
oggi mancano dieci giorni alla partenza e mi sento relativamente tranquilla. Ho preparato il bagaglio a mano e ieri sono andata con i miei genitori in un centro commerciale perché volevo comprare delle scarpe comode e leggere per il viaggio. 
Domenica scorsa ho chiamato per la prima volta i miei hostparents e mi sono sembrati molto simpatici. Io sono molto timida perciò hanno iniziato loro a farmi delle domande e a dirmi tutti i posti in cui vogliono portarmi, poi hanno voluto vedere i miei e mio fratello per salutarli. La hmum mi ha detto che sono molto tranquilla e mi ha fatto vedere tutti i cani - Missy, Zoe e Pepper - (spero di andare d'accordo con tutti loro visto che sono un'amante dei gatti). Le hsisters non erano a casa, ma mi avevano già chiamato a giugno. 

Anna