venerdì 1 gennaio 2016

Buon 2016!

Ciao a tutti,

Buon anno lettori!

Più o meno un anno fa avevo pubblicato questa foto...
L'avevo trovata su internet durante le vacanze di Natale ed ora sono oltreoceano, quasi a metà esperienza. 



Avevo scritto testuali parole: "adesso che devo ancora partire penderei di più verso la prima... Una volta negli States mi piacerebbe costruire un buon rapporto con la host family, ma anche con gli amici che incontrerò, pensando in ogni caso che in Italia ci sono persone che mi aspettano :)".

Da quel pomeriggio passato a scrollare i blog dei ragazzi partiti nel 2014 è passato più di un anno ed ora sono io quella che scrive ed aggiorna. 
Vorrei poter aggiornare più spesso e vi assicuro che ce la sto mettendo tutta per documentare e la mia esperienza, ma in questo periodo non è semplicissimo... [Ok, ora mettetevi nei miei panni: ogni volta che esco ho con me la reflex, la videocamera ed il telefono]. Anyway...

Quello che sto vivendo è incredibile ed indescrivibile allo stesso tempo perché qui sto trovando me stessa. Ho avuto momenti, nel 2015, in cui avrei voluto solamente voltarmi e correre a casa, ma ora che mi sento completamente a casa pure qui. Se penso che ormai sono a metà del mio percorso vengo pervasa solamente un senso di tristezza e non posso negarlo.
Non ci devo pensare al ritorno, ho ancora tanto tempo: questo è il viaggio più importante che potessi fare a soli diciassette anni ed il tempo è veramente l'unico nemico al momento!
Il 2015 è stato "il mio anno", ma spero che pure il 2016 mi riservi avventure, viaggi e felicità. 

L'altro giorno stavo parlando con il mio papà ospitante e gli ho mostrato la stessa foto con la frase: "You build a life for 16 years and leave it for 10 months. You build a life for 10 months and leave it forever. Which one is harder?". Lui mi ha risposto: "Which one is harder?". Io senza pensarci due volte ho risposto: "the second one".
Questo perché, ora come ora, penso che lasciare peri dieci mesi la vita che ci si è costruiti per 16 anni sia poi così difficile.
Non è facile il primo mese, ma dal secondo si iniziano a vedere i piccoli miglioramenti. Ci vuole solamente spirito di avventura, voglia di adattarsi e superare i propri limiti... That's it! 
Costruirti una vita in dieci mesi è certamente più difficile, soprattutto se ti chiami Anna, sei timida e molto insicura di te stessa...
Sei da solo, puoi contare solo su te stesso e sulla tua famiglia ospitante, che in un primo momento è solamente un gruppo di perfetti sconosciuti. Quando trovi il tuo equilibrio e ti senti veramente felice purtroppo diventa tutto più complicato, specialmente lasciarsi tutto alle spalle per la seconda volta.

Non fraintendetemi e non pensiate che non voglio più tornare in Italia... ci ritornerò (perché la mia visa scadrà a fine Luglio), ma non posso negare che sarà difficile. Un pezzo del mio cuore rimarrà qui con le persone che ho conosciuto e con cui ho condiviso momenti ed esperienze. 

Questa estate ho ascoltato praticamente tutti i giorni "Buon Viaggio" di Cesare Cremonini e la frase che mi ha colpito di più è, senza alcun dubbio: "coraggio! lasciare tutto indietro, andare! Partire per ricominciare". 
Questo è quello che io e gli altri ragazzi partiti con me hanno fatto nel 2015. 

Sono partita ed ho ricominciato da zero.
Ho preso il primo aereo della mia vita.
Ho imparato a non perdermi in aeroporto.
Ho visto dall'aereo due oceani in un giorno.
Ho realizzato che non tutto ruota intorno alla scuola e allo studio.
Ho visto posti bellissimi e ho scattato tantissime foto. 
Ho imparato che posso farcela anche da sola.
Ho scoperto di amare l'Italia.
Ho visto ragazzi più piccoli di me alla guida.
Ho imparato cosa significhi "essere patriottici".
Ho sognato in Inglese.
Ho mangiato hamburgers strepitosi e dolci con una dose di zucchero che potrebbe uccidere.
Ho mischiato inglese e italiano mentre parlavo e mi hanno guardato di traverso.
Ho imparato a ridere di me stessa ogni volta che ho pronunciato male una parola.
Ho provato sulla mia pelle cosa significhi la solitudine.
Ho preso decisioni in modo indipendente.
Ho imparato a fare una lavatrice, stirare, lavare i piatti e tenere in ordine la mia camera.
Ho realizzato che gli "exchange student" sono veramente delle persone fantastiche.
Ho capito che un sorriso di uno sconosciuto può cambiarti la giornata.
Ho scoperto che il viaggio cambia le persone e che la distanza talvolta uccide. 
Ho imparato che "home is where you heart is" e che "We may not have the power to choose where we come from, but we can choose were we go from there".
Ho trovato due host parents che mi hanno consolato e trattato come se fossi una loro figlia.
Ho capito che ho ancora tanto da imparare.
So che appena avrò la possibilità, voglio scoprire il mondo!

Grazie 2015!

Welcome 2016!

Anna

4 commenti:

  1. Penso di provare ogni singola parola che hai scritto, davvero complimenti Anna!

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    1. Mi fa tanto piacere sapere che non sono l'unica a provare tutto questo!
      Colgo l'occasione per ricambiare i complimenti visto che ti seguo da prima della partenza :)
      Anna

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  2. Anche io ho sempre in testa la canzone di cremonini ma la frase che penso sia la più importante è "non è importante dove conta solamente andare" perché sai io non sono nei mitici USA (che per la cronaca non ci sarei mai voluta finire) ma in Repubblica ceca e all'inizio non ero troppo contenta della destinazione ma ora posso dire che non poteva andarmi meglio di cosi. E alla fine per vivere l'esperienza da Exchange student basta andare non conta il paese, perché in qualunque parte del mondo in cui andrai scoprirai qualcosa e sopratutto scoprirai te stesso e la tua madre patria. E il nostro spirito dovrebbe essere quello di partire solo partire la destinazione non dovrebbe essere importante. Ma capisco che tu possa non capire essendo magari andata lì solo per imparare una lingua.
    Con affetto
    Uke

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    1. Ciao Uke,
      Scusa se ti rispondo solo ora, ma non avevo notato il commento! Io inizialmente ero partita per imparare la lingua e avevo scelto gli Stati Uniti, ma stando qui ho capito ciò che hai capito pure tu: ho scoperto me stessa e ho imparato che la destinazione non è fondamentale!
      Il "successo" e la buona riuscita della nostra esperienza dipendono da noi stessi e dalle persone che ci circondano!
      Anna

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